Cos’è l’IIoT, dalla pinza sul motore al grafico in ufficio
L’IIoT (Industrial Internet of Things) è l’insieme di sensori, macchine, gateway e software che raccolgono dati dagli impianti e li portano dove servono, in stabilimento o in cloud. In pratica è una catena di pezzi, spesso di fornitori diversi, che va dal sensore sul motore alla schermata che qualcuno apre in ufficio.
I pezzi della catena
Un progetto IIoT ha cinque anelli. In fondo c’è la sorgente: un PLC, un controllo numerico, un sensore aggiunto. Poi un gateway o un PC industriale che legge la sorgente. Poi il trasporto, per esempio OPC UA dentro lo stabilimento o MQTT verso il cloud. Poi un database che conserva lo storico. In cima, l’applicazione che qualcuno apre davvero: una dashboard di reparto, un portale per i clienti, un avviso sul telefono.
La differenza con l’IoT di casa è nei tempi e nei vincoli. Una macchina resta in reparto vent’anni, la rete delle macchine va tenuta separata da quella degli uffici, e un dato perso durante un’interruzione della rete può valere un reclamo. Per questo l’IIoT richiede gateway che tengano i dati in coda e permessi decisi macchina per macchina.
Un esempio: otto torni di età diverse
Un’officina ha otto torni. Tre sono recenti, con il controllo numerico in rete: da lì si leggono programma in corso, pezzi fatti e allarmi. Cinque sono degli anni Novanta e non hanno nessuna porta utile. Su questi si monta una pinza amperometrica sul motore del mandrino e un piccolo modulo di ingressi: dice solo se il mandrino gira, ed è abbastanza per contare le ore di lavoro.
Tutti e otto finiscono nello stesso database e sulla stessa schermata in ufficio, con due tipi di sorgente e un solo trasporto. Per contare le ore di lavoro del reparto non serve altro.
In scala più grande, il portale che abbiamo fatto per Valli legge, attraverso i router IXON già installati, gli impianti avicoli di allevatori in oltre 70 paesi, in nove lingue. È stato sviluppato in quattro mesi.
Errori comuni
- Comprare sensori prima di sapere a quale domanda devono rispondere. Il primo passo è la domanda, del tipo «quante ore al giorno lavora il tornio 4», poi si sceglie cosa misurare.
- Scegliere una piattaforma che tiene i dati in un formato che non si può esportare. Se fra tre anni cambiate fornitore, lo storico deve venire con voi.
- Non dare a nessuno l’anagrafica delle macchine. Quando il tornio 4 viene sostituito e la pinza passa al nuovo, se nessuno aggiorna l’elenco il grafico mostra per mesi una macchina ferma che non esiste più.
- Contare su un Wi-Fi di reparto senza coda locale. Basta un carroponte che passa davanti all’antenna per perdere dati.
Domande frequenti
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