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Cos’è OPC UA e cosa chiedere quando una macchina «lo ha»

OPC UA (Open Platform Communications Unified Architecture) è uno standard per far scambiare dati fra macchine e software di marche diverse, pubblicato dalla OPC Foundation nel 2008 e poi recepito nella norma internazionale IEC 62541. Una macchina con un server OPC UA espone i suoi dati come un albero di oggetti con nome, tipo e unità di misura, che un software autorizzato legge senza conoscere il programma del PLC.

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Cosa c’era prima e cosa cambia

OPC UA sostituisce OPC Classic, la famiglia di specifiche nata negli anni Novanta (la più diffusa è OPC DA) che funzionava solo su Windows, attraverso DCOM. Chi ha in reparto un vecchio PC tenuto acceso perché ospita un server OPC DA, e che nessuno osa aggiornare, conosce il limite.

OPC UA non dipende dal sistema operativo: il server può girare dentro un PLC, su un pannello operatore o su un PC Linux. Ha autenticazione e cifratura nel protocollo. E descrive i dati, oltre a trasportarli: un contatore non è solo un numero a un indirizzo, ha un nome, un’unità, un oggetto padre che dice a quale macchina appartiene.

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Un esempio: due rettificatrici, entrambe «con OPC UA»

Un’azienda compra due rettificatrici da costruttori diversi, e in entrambe le offerte compare la riga «interfaccia OPC UA». Alla consegna, sulla prima il server non risponde: è un’opzione del PLC con una licenza a parte, mai attivata. Sulla seconda risponde a chiunque sia in rete, senza utente e con la sicurezza impostata su None, come era stata lasciata al collaudo.

Tutte e due «hanno OPC UA», e nessuna è pronta da collegare. Prima di firmare l’ordine conviene farsi scrivere nell’offerta che la licenza del server è inclusa e attiva, quali modalità di sicurezza sono abilitate (Sign o SignAndEncrypt) e con quali utenti, e l’elenco delle variabili esposte con descrizione e unità di misura.

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Errori comuni

  • Pensare che OPC UA sia un programma da installare. È un protocollo: serve un server sulla macchina e un client nel software che legge.
  • Interrogare il server ogni secondo per vedere se un valore è cambiato. OPC UA ha le sottoscrizioni: il client indica le variabili da seguire, e il server manda solo le variazioni.
  • Metterlo in alternativa a MQTT. OPC UA descrive e interroga la macchina, MQTT trasporta messaggi fra sedi lontane; la parte 14 della specifica OPC UA, PubSub, può usare proprio MQTT come trasporto.
  • Rendere il server della macchina raggiungibile da internet perché il costruttore la veda in assistenza. Il server resta sulla rete di stabilimento, e verso l’esterno esce un solo servizio, in uscita.
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Autore
Matteo Budriesi
Scritto e rivisto da

Matteo Budriesi

CEO e co-founder di Webion, la software house di Modena che sviluppa software su misura e agenti AI per le aziende.

Aggiornato il 30/10/2026