Incentivi per la digitalizzazione delle PMI nel 2026: cosa vale per un software
Nel 2026 l’incentivo principale per un software di fabbrica è l’iperammortamento della legge di bilancio, che ha preso il posto dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0. Accanto ci sono la Nuova Sabatini per finanziare l’acquisto e i bandi di Camere di commercio e Regioni, con regole e scadenze proprie.
Cosa è cambiato nel 2026
La legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, articolo 1, commi 427–436) ha introdotto l’iperammortamento: le imprese deducono dal reddito il costo dei beni strumentali digitali maggiorato di una percentuale, invece di ricevere un credito d’imposta da compensare. La maggiorazione è del 180% sulla parte di investimento fino a 2,5 milioni di euro, del 100% fra 2,5 e 10 milioni, del 50% fra 10 e 20 milioni. Vale per gli investimenti dal 01/01/2026 al 30/09/2028.
I beni ammessi sono elencati negli allegati IV (beni materiali) e V (beni immateriali, cioè software) della legge. Il vincolo che li voleva prodotti nell’Unione europea o nello Spazio economico europeo è stato tolto dall’articolo 7 del decreto-legge 38/2026, con effetto dal 01/01/2026. Restano l’interconnessione con i sistemi aziendali, la perizia tecnica e le comunicazioni al GSE.
Queste regole sono aggiornate alla data in cima alla pagina. Prima di firmare un ordine, la conferma va chiesta al vostro commercialista: tra decreti attuativi e chiarimenti, la misura è cambiata più volte nel corso dell’anno.
Gli strumenti, in breve
| Strumento | Cosa copre | Come funziona | Riferimento |
|---|---|---|---|
| Iperammortamento | Macchine interconnesse e software degli allegati IV e V: MES, SCADA, gestione del magazzino, progettazione, cybersecurity industriale | Deduzione maggiorata del costo nelle imposte sui redditi, spalmata negli anni di ammortamento | Legge 199/2025, art. 1, commi 427–436; D.L. 38/2026 |
| Nuova Sabatini | Acquisto di beni strumentali, compresi hardware, software e tecnologie digitali | Finanziamento bancario o leasing con un contributo del Ministero che abbatte gli interessi | Ministero delle Imprese e del Made in Italy; domanda tramite la banca o la società di leasing |
| Voucher delle Camere di commercio | Consulenza e tecnologie digitali, spesso con importi contenuti | Contributo a fondo perduto su bando, a sportello o a graduatoria | Bandi dei Punti Impresa Digitale della vostra Camera di commercio |
| Bandi regionali | Progetti di digitalizzazione e ricerca, con priorità diverse ogni anno | Contributo a fondo perduto su bando | Sito della vostra Regione, sezione bandi per le imprese |
Fonti: legge 199/2025, art. 1, commi 427–436, e D.L. 38/2026, art. 7, nelle schede di Assolombarda e MySolution consultate il 30/10/2026. Importi, scadenze e cumulabilità vanno controllati sul bando o sulla norma in vigore al momento dell’investimento.
Un esempio di calcolo dell’iperammortamento
Una società di capitali con 45 persone investe in un MES su misura, collegato alle macchine e al gestionale. Numeri arrotondati, per mostrare l’ordine di grandezza. La maggiorazione vale per le imposte sui redditi e non per l’IRAP; per un’impresa individuale al posto dell’IRES si usa l’aliquota IRPEF.
- Costo del software, IVA esclusa
- 120.000 €
- Maggiorazione (fascia fino a 2,5 milioni)
- 180%
- Deduzione in più rispetto all’ammortamento normale
- 216.000 €
- Aliquota IRES
- 24%
- Minori imposte nell’arco dell’ammortamento
- 51.840 €
Cosa conta per un software su misura
Conta cosa fa il software, non se è pronto o scritto apposta. Un MES che legge i tempi ciclo dalle presse e scrive i consuntivi nel gestionale rientra nel tipo di beni che l’allegato V descrive; un gestionale di contabilità o un sito web, di regola, no. La perizia deve dimostrare che il software è collegato davvero ai processi produttivi, quindi le integrazioni con macchine e gestionale devono esistere e funzionare al momento della perizia: un’integrazione scritta nel contratto ma rimandata alla fase due non conta.
Il contratto e la fattura devono poi descrivere il software in modo che il perito ritrovi le funzioni dell’allegato: «sviluppo software» da solo non basta.
In che ordine muoversi
Prima dell’ordine, la verifica
Commercialista e perito guardano il progetto quando è ancora una descrizione: rientra negli allegati? Su quale fascia? Ci sono comunicazioni da fare prima di ordinare?
Un contratto che descrive le funzioni
Nell’offerta e nel contratto, le funzioni del software scritte con i termini dell’allegato: raccolta dati dalle macchine, pianificazione, tracciabilità, integrazione con il gestionale.
Interconnessione fatta e provata
Il software va in produzione collegato alle macchine e ai sistemi aziendali. Log, schermate e flussi di dati servono come prova al perito.
Perizia e comunicazioni
Il perito attesta i requisiti; le comunicazioni al GSE si fanno con le scadenze previste dalla norma.
Errori comuni
- Ordinare e poi chiedere al commercialista. Se il progetto non rientra negli allegati, o se una comunicazione aveva una scadenza già passata, lo si scopre quando non si può più cambiare niente.
- Contare su Transizione 4.0 o 5.0 per investimenti del 2026. Sono state sostituite dall’iperammortamento, con regole diverse.
- Mettere in perizia un software che ancora non parla con le macchine. Senza interconnessione reale l’agevolazione decade.
- Fatture con la sola voce «servizi informatici». Il perito e un eventuale controllo devono ritrovare le funzioni.
- Dimenticare i tempi della Sabatini. La domanda passa dalla banca o dalla società di leasing prima dell’investimento, e un ordine firmato troppo presto può escludervi dal contributo sugli interessi.
- Calcolare il ritorno del progetto solo sull’incentivo. Se il software non serve, il 180% di un costo inutile resta un costo.
Domande frequenti
Parliamone in 30 minuti
Raccontateci il processo e cosa non funziona: vi diciamo se e come lo risolveremmo, con tempi e costi indicativi.
