Cambiare gestionale senza fermare l’azienda: il passaggio, giorno per giorno
Per cambiare gestionale senza fermare l’azienda si prova la migrazione dei dati più volte prima del giorno vero, si sceglie una data con pochi documenti aperti e si tiene il vecchio programma consultabile. Il rischio sta in quello che è a metà il giorno del passaggio: ordini evasi in parte, DDT ancora da fatturare, merce già spedita e non ancora scaricata.
Dove si inceppa un’azienda che cambia gestionale
Si inceppa quasi sempre nei primi tre giorni, e quasi sempre in spedizioni, fatturazione o magazzino. Il corriere non accetta il DDT perché manca un campo che il vecchio programma stampava da solo. Il magazziniere cerca un articolo con il codice che conosce a memoria e non lo trova. Una fattura elettronica viene scartata dal Sistema di Interscambio per un codice IVA mappato male, e nessuno se ne accorge per una settimana.
Poi ci sono i fili che nessuno ricorda. Il file Excel del controllo di gestione che legge il vecchio database ogni mattina, l’esportazione notturna che aggiorna le giacenze sul sito, l’etichettatrice che pesca i dati da una cartella condivisa. Smettono di funzionare il lunedì del passaggio, e qualcuno se ne accorge solo quando il dato manca.
Il percorso, dall’inventario al vecchio in sola lettura
Tutto ciò che tocca il vecchio gestionale
Stampe, esportazioni, macro, collegamenti ODBC, cartelle condivise, procedure pianificate. Chiedete a ogni ufficio di fare per una settimana un elenco di tutto quello che apre, stampa o esporta. Ogni voce dell’elenco è un pezzo da rifare o da decidere di abbandonare.
Cosa migrare e cosa no
Anagrafiche attive, saldi, partite aperte, ordini aperti e giacenze si migrano. Lo storico dei documenti chiusi spesso no: resta consultabile nel vecchio programma, e nel nuovo si porta solo quello che serve ai report e alle statistiche di vendita.
Almeno tre migrazioni di prova
Ogni prova si cronometra e si verifica con le quadrature: totale delle partite clienti uguale al saldo contabile, giacenze uguali all’ultimo inventario, numero di ordini aperti uguale per stato. Alla terza prova la migrazione deve stare nel tempo disponibile il weekend del passaggio.
La data
La sceglie il calendario dell’azienda, non quello del fornitore. Lontano da chiusure trimestrali, picchi stagionali e fine mese; per la contabilità molti scelgono l’inizio dell’esercizio, per il magazzino il giorno dopo un inventario fisico.
Le prime due settimane
Qualcuno del fornitore sta in azienda, almeno nei primi giorni, e ogni sera si guarda l’elenco dei problemi aperti con gli utenti chiave. Il vecchio gestionale resta acceso in sola lettura, per confrontare un documento quando qualcuno ha un dubbio.
Esempio: il fine settimana del passaggio
Il calendario di un’azienda con un magazzino, un ufficio commerciale e la fatturazione elettronica, che passa al nuovo gestionale un lunedì.
| Quando | Cosa si fa | Chi |
|---|---|---|
| Giovedì, ore 18 | Ultime spedizioni e ultimi DDT emessi dal vecchio gestionale | Logistica |
| Venerdì, ore 12 | Stop agli ordini nel vecchio; quelli che arrivano si annotano in un foglio condiviso | Ufficio commerciale |
| Venerdì, ore 18 | Estrazione finale dei dati e avvio della migrazione | Fornitore e IT |
| Sabato mattina | Quadrature: saldi clienti e fornitori, giacenze per magazzino, ordini aperti per stato | Amministrazione e magazzino |
| Sabato pomeriggio | Prove su documenti veri: un ordine, un DDT stampato, una fattura di prova non trasmessa | Utenti chiave |
| Domenica, ore 12 | Si va o si torna indietro, secondo criteri scritti la settimana prima | Direzione |
| Lunedì, ore 7 | Primo turno sul nuovo gestionale; si caricano gli ordini del foglio di venerdì | Tutti, con il fornitore in azienda |
Calendario di esempio. Giorni e orari si adattano; quello che non si cambia è il punto di non ritorno deciso prima, con criteri scritti.
Tutto in una volta o un modulo alla volta
Dipende da quanto i moduli condividono gli stessi documenti. In un gestionale pronto, vendite, magazzino e contabilità usano lo stesso DDT e la stessa fattura: tenerli su due programmi diversi per mesi significa ricopiare, e di solito conviene passare tutto insieme con un piano come quello qui sopra.
Quando il nuovo gestionale è sviluppato su misura, o quando un modulo vive bene da solo, si può passare un pezzo alla volta, con una sincronizzazione temporanea fra vecchio e nuovo. È la strada che descriviamo nella pagina sulla modernizzazione dei gestionali obsoleti. Prima di scegliere un prodotto o uno sviluppo, il confronto fra le due strade ha una pagina dedicata.
Errori che allungano il passaggio di settimane
- Migrare tutti gli articoli, compresi i novemila non movimentati da cinque anni, e ritrovarli nelle ricerche del magazziniere.
- Fare una sola migrazione di prova, o nessuna, e scoprire il sabato che ci vogliono diciotto ore invece di sei.
- Cambiare la codifica degli articoli nello stesso weekend del gestionale. Sono due cambiamenti, e nei primi giorni non si capisce quale dei due ha causato un errore.
- Formare gli utenti un mese prima. Il lunedì del passaggio nessuno ricorda il corso; serve una sessione breve nella settimana precedente, sui loro documenti.
- Spegnere il vecchio programma subito, e scoprire a fine mese che serviva per ricostruire una provvigione.
- Non avere un piano per tornare indietro, o averlo senza criteri: la domenica la decisione diventa una discussione.
- Lasciare fuori dal collaudo l’ufficio acquisti: gli ordini ai fornitori aperti il venerdì devono arrivare nel nuovo programma con le stesse date di consegna, o il magazzino riceve merce che non risulta ordinata.
Domande frequenti
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