Software su misura o gestionale pronto: dove serve l’uno e dove l’altro
Il gestionale pronto conviene per contabilità, fatturazione elettronica, paghe e per i processi che funzionano come nelle altre aziende del vostro settore. Il software su misura conviene per la parte che vi distingue dai concorrenti, quella che oggi il pacchetto lascia a fogli Excel e telefonate.
Il verdetto
Nella maggior parte delle PMI la risposta è tutti e due: un gestionale pronto per amministrazione e fisco, e software su misura per il pezzo di processo che il pacchetto non segue. Rifare su misura anche la contabilità è quasi sempre uno spreco, e lo scrive una software house.
La domanda utile diventa dove passa il confine. Lo si trova con un esercizio da fare in un pomeriggio: prendete le operazioni di un mese normale (un ordine, una consegna, un reclamo, una fattura, un cambio di listino) e accanto a ognuna segnate se il gestionale che avete, o che state valutando, la gestisce così com’è, con un adattamento, oppure per niente.
Se le righe del terzo tipo sono poche e marginali, il pacchetto basta e il resto si sistema con la configurazione. Se sono proprio le operazioni che i clienti vi pagano, come il preventivo tecnico o l’assistenza sulle macchine, lì il pacchetto vi chiederà di lavorare come tutti gli altri.
Gestionale pronto e software su misura, criterio per criterio
| Criterio | Gestionale pronto | Software su misura |
|---|---|---|
| Tempo per partire | Il prodotto esiste già: si configura, si importano anagrafiche e saldi, si forma chi lo usa. | Prima si osserva il lavoro e si prova un prototipo, poi si sviluppa con un rilascio ogni due settimane. |
| Spesa iniziale | Licenza, configurazione, formazione. | Sviluppo, più alto all’inizio. |
| Spesa negli anni | Canone che di solito cresce con gli utenti e i moduli attivati. | Hosting e manutenzione, senza canone per utente. |
| Aderenza al processo | Il processo si adatta al pacchetto, oppure resta fuori su carta e fogli di calcolo. | Il software segue le regole che usate, anche quelle che esistono solo da voi. |
| Norme fiscali | Le aggiorna il produttore: IVA, tracciati della fattura elettronica, paghe. | A carico di chi lo mantiene. Per questo la parte fiscale conviene lasciarla al pacchetto. |
| Chi decide le novità | Il produttore, che sceglie pensando a tutti i suoi clienti. | Voi, con il budget che stabilite anno per anno. |
| Utenti fuori dall’ufficio | Spesso licenze in più o un portale venduto a parte. | App e portali per agenti, tecnici e clienti, con ruoli propri, previsti dall’inizio. |
| Dipendenza | Dal produttore e dal rivenditore che lo installa e lo assiste. | Da chi ha scritto il codice, che può passare a un altro team se è documentato e sta su un repository vostro. |
Quando conviene il gestionale pronto
- Contabilità, fatturazione elettronica, paghe e adempimenti: regole uguali per tutti, che cambiano per legge e che un produttore aggiorna una volta per migliaia di aziende.
- Un’azienda commerciale o di servizi in cui il giro ordine, consegna, fattura somiglia a quello dei concorrenti.
- Quando dovete partire entro pochi mesi e il processo attuale è già descritto, quindi basta configurarlo.
- Quando in azienda nessuno può seguire un progetto di sviluppo: il su misura chiede qualche ora a settimana a una persona che conosce il lavoro, per mesi.
- Quando nel vostro settore c’è un gestionale verticale usato quasi da tutti, e clienti e fornitori si aspettano i suoi formati.
Quando conviene il software su misura
- Quando il modo in cui fate preventivi, commesse o assistenza è il motivo per cui i clienti scelgono voi, e il pacchetto vi farebbe lavorare come tutti.
- Quando gli utenti stanno soprattutto fuori dall’ufficio, come agenti in cantiere, tecnici dai clienti o i clienti stessi.
- Quando le licenze per utente diventano la voce più pesante: decine di operatori o centinaia di clienti che devono solo consultare un dato.
- Quando il prodotto non esiste, perché vendete un servizio con un modello di prezzo o di prenotazione che nessun pacchetto gestisce.
- Quando avete già un gestionale pronto e attorno sono cresciuti fogli, macro e database Access che servono a compensarlo.
Come fare il conto dei costi
Il confronto economico regge solo se mettete tutte le voci su un orizzonte di cinque anni. Dal lato del pacchetto: licenze moltiplicate per gli utenti previsti, configurazione, le personalizzazioni fatte dal rivenditore e le ore che le persone continuano a passare sui fogli per coprire quello che il pacchetto non fa. Dal lato del su misura: sviluppo, hosting e il contratto di manutenzione di ogni anno.
L’ultima voce del pacchetto è quella che si dimentica sempre, perché non arriva in fattura. Le fasce di prezzo dello sviluppo sono nella pagina sul costo del software su misura.
Due casi reali: il pronto tenuto e il prodotto che non c’era
Eternoo, distribuzione di materiali edili con circa 650 persone e oltre 70 punti vendita, ha tenuto il suo gestionale Mistral. Accanto abbiamo costruito tre applicativi: CCRM, l’app con cui gli agenti preparano e inviano i preventivi dal cantiere; Etenet, il portale interno per sedi, dotazioni e magazzino, allineato a Mistral in tempo reale; Etepro, l’area dove le imprese clienti scaricano DDT e fatture senza chiamare la filiale.
Greso è il caso opposto. Voleva che hotel, centri congressi e coworking gestissero sale meeting, camere, catering e prezzi che cambiano con la domanda, più strutture insieme, e nessun pacchetto copriva quel modello. MiceApp360 è nato su misura, su un’infrastruttura condivisa fra più clienti con un backoffice separato.
I progetti citati
Domande frequenti
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