Integrazione fra SAP e software custom, che regge anche il passaggio a S/4HANA
Un software custom si integra con SAP leggendo e scrivendo attraverso le interfacce che SAP espone: API OData su S/4HANA, BAPI e IDoc su ECC, Service Layer su Business One. Il codice nuovo vive fuori da SAP, e SAP resta il sistema che fa fede su ordini, materiali e contabilità.
Cosa colleghiamo
Colleghiamo a SAP le applicazioni che SAP non copre bene: l’app con cui il capoturno conferma le quantità prodotte dal tablet, il portale dove i fornitori caricano le conferme d’ordine, la schermata di collaudo che il reparto qualità oggi compila su carta. Sono strumenti per poche decine di persone, che dentro SAP richiederebbero sviluppi ABAP.
La regola che seguiamo è non mettere logica nuova dentro SAP. Niente tabelle Z create per l’app, niente modifiche ai programmi standard: l’app chiama le interfacce ufficiali, come BAPI_PRODORDCONF_CREATE_TT per le conferme di produzione su ECC o l’API OData equivalente su S/4HANA. È il principio che SAP chiama clean core.
Il cambio di versione è vicino per molti. SAP ha fissato la fine della manutenzione ordinaria di ECC 6.0 al 31/12/2027, con manutenzione estesa a pagamento fino al 31/12/2030 (calendario di manutenzione SAP per Business Suite 7). Un’app scritta oggi su ECC va pensata per essere spostata su S/4HANA cambiando lo strato di collegamento, non l’applicazione.
I dati che si scambiano con SAP
L’esempio è un’app di reparto per la produzione. Per altre aree cambiano gli oggetti, non lo schema.
| Dato | Direzione | Frequenza |
|---|---|---|
| Ordini di produzione rilasciati, con fasi e quantità | SAP → app | Ogni 5 minuti e su richiesta |
| Anagrafica materiali e distinte base | SAP → app | Una volta al giorno, più gli aggiornamenti |
| Conferme di fase: quantità buone, scarti, tempi | App → SAP | Quando l’operatore chiude la fase |
| Prelievi di componenti dal magazzino | App → SAP | A ogni prelievo, come movimento merci |
| Giacenze per ubicazione | SAP → app | Su richiesta |
| Esito del collaudo e numero di lotto | App → SAP | A fine collaudo |
Come è fatta l’architettura
Fra l’app e SAP mettiamo un servizio di integrazione nostro. L’app parla solo con lui, in un formato semplice; lui sa come si chiama ogni cosa in SAP e quale interfaccia usare. Quando passate da ECC a S/4HANA, o da RFC a OData, si riscrive il servizio e l’app non se ne accorge.
Le scritture verso SAP passano da una coda. Se SAP è fermo per il backup notturno o rifiuta una conferma perché l’ordine è stato chiuso nel frattempo, il messaggio resta in coda con l’errore leggibile, e qualcuno dell’ufficio produzione lo sistema senza chiamare il fornitore.
Su SAP Business One il percorso è più corto: il Service Layer espone già un’interfaccia REST, e spesso il servizio di integrazione è sottile. Su ECC serve quasi sempre il team SAP interno o il vostro partner SAP, per abilitare un utente tecnico e verificare quali BAPI sono già in uso.
Sicurezza
- Un utente tecnico SAP dedicato all’integrazione, con un ruolo che autorizza solo le transazioni e le BAPI necessarie.
- Le credenziali SAP stanno nel servizio di integrazione, cifrate. L’app e i tablet di reparto non le vedono mai.
- Ogni scrittura porta il nome dell’operatore che l’ha fatta, così in SAP si risale a chi ha confermato cosa.
- Il servizio di integrazione è l’unico punto che raggiunge SAP dalla rete aziendale; l’app non ha un collegamento diretto.
Un collegamento con il gestionale già in produzione
Domande frequenti
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