Integrazione Business Central per le app di magazzino e di reparto
Un’integrazione Business Central collega al vostro ERP Microsoft le applicazioni che non ha: il terminale del magazzino, la dichiarazione di produzione a bordo macchina, l’area riservata dei clienti. Passiamo dalle API ufficiali e da un’estensione AL, senza modificare il codice standard che il vostro partner Microsoft aggiorna.
Cosa colleghiamo a Business Central
Colleghiamo a Business Central le applicazioni usate da chi non sta alla scrivania. Il caso più comune è il magazziniere che stampa la lista di prelievo dall’ERP, la spunta a penna e a fine giro la riporta a video. Con un’app sul terminale Android legge il barcode, conferma le quantità, e la spedizione è registrata in Business Central mentre il camion è ancora in banchina.
Lo stesso schema vale per i consumi di materiale dichiarati in reparto, per l’output di un ordine di produzione o per un’area clienti che mostra ordini aperti e fatture. Business Central resta il registro ufficiale: l’app raccoglie il dato dove nasce e glielo consegna già controllato.
I dati che passano fra Business Central e l’app
Un esempio per un’app di magazzino con dichiarazione di produzione. Le frequenze si decidono dato per dato.
| Dato | Direzione | Frequenza |
|---|---|---|
| Articoli, unità di misura, ubicazioni | Business Central → app | A ogni modifica, via webhook |
| Ordini di vendita da evadere | Business Central → app | A ogni modifica, via webhook |
| Righe prelevate e spedizioni | App → Business Central | Alla conferma dell’operatore |
| Consumi e output degli ordini di produzione | App → Business Central | A fine fase |
| Clienti e condizioni di pagamento | Business Central → app | Ogni notte, più webhook sulle variazioni |
| Fatture emesse, per l’area clienti | Business Central → app | Ogni ora |
I webhook sono disponibili sulle API standard v2.0 per entità come items, customers, salesOrders e salesInvoices (Microsoft Learn, «Working with webhooks», 2026). I movimenti di produzione non hanno un’API standard e richiedono una pagina API personalizzata.
Come è fatta l’integrazione
In mezzo c’è un servizio nostro, scritto in .NET, che parla con Business Central attraverso le API REST v2.0 e con l’app attraverso le sue API. Quello che le API standard non espongono lo pubblichiamo con pagine API personalizzate dentro un’estensione AL: è il meccanismo previsto da Microsoft, e regge agli aggiornamenti di versione perché non tocca l’applicazione base.
Business Central online ha dei limiti precisi: 6.000 richieste OData ogni cinque minuti per utente e sottoscrizioni webhook che scadono dopo tre giorni se nessuno le rinnova (Microsoft Learn, «Operation limits» e «Working with webhooks»). Il servizio rinnova le sottoscrizioni da solo, raggruppa le scritture in richieste $batch da al massimo 100 operazioni e, quando riceve un errore 429, aspetta e riprova invece di perdere la riga.
Se il terminale perde il Wi-Fi in fondo al capannone, le conferme restano in coda sul dispositivo e partono appena torna la rete. L’operatore non deve ricordarsi niente.
Sicurezza e permessi
- Il servizio si autentica con una registrazione applicativa su Microsoft Entra ID e OAuth 2.0: nessuna password salvata nel codice.
- In Business Central l’applicazione ha un utente con permessi limitati alle tabelle che usa. Se legge articoli e scrive spedizioni, la contabilità generale non la vede.
- Gli operatori entrano nell’app con l’account Microsoft aziendale: quando l’IT disattiva l’account di chi lascia l’azienda, sparisce anche l’accesso al terminale.
- Ogni scrittura verso l’ERP lascia una riga di log con operatore, terminale e risposta di Business Central, che serve quando l’amministrazione chiede chi ha spedito cosa.
- Sviluppo e collaudo si fanno su un ambiente sandbox, copia della produzione, prima di toccare i dati veri.
Un progetto con lo stesso schema
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