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Software di pianificazione della produzione che conosce le vostre macchine

Un software di pianificazione della produzione mette in sequenza ordini e fasi sulle macchine e sulle persone che avete davvero, tenendo conto di attrezzaggi, turni e materiali in arrivo. Lo costruiamo partendo dalle regole che oggi stanno nella testa del vostro planner.

Soluzione

Il file del planner

In molte aziende il piano di produzione è un file Excel con un nome tipo «PIANO_definitivo_v3». Lo aggiorna una persona sola, il lunedì mattina, incrociando gli ordini dal gestionale, le macchine disponibili e quello che ha sentito in reparto. Quando un cliente chiede di anticipare una consegna, è sempre quella persona a spostare a mano dieci righe e a scoprire, due giorni dopo, che la piegatrice era già piena.

Le regole del piano (quale stampo non può seguire quale, quante ore servono per cambiare colore, quale operatore sa usare il centro di lavoro a cinque assi) non sono scritte da nessuna parte, nemmeno nel file. Quando il planner va in ferie, il piano si ferma o si fa a occhio. Un software di pianificazione scrive quelle regole una volta e le applica ogni volta che qualcosa cambia.

Soluzione

Per chi è

  • Officine e aziende su commessa, con cicli diversi per ogni ordine e macchine condivise fra molte commesse.
  • Produttori con tempi di attrezzaggio che dipendono dalla sequenza: colore, materiale, spessore, formato.
  • Aziende in cui il piano lo sa fare una persona sola, e il titolare se ne accorge ogni agosto.
  • Chi riceve spesso richieste di anticipo e vuole rispondere al cliente con una data vera, non con «vediamo».
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Cosa include

  • Risorse con la loro capacità

    Macchine, reparti e persone con calendari, turni, fermi programmati e competenze. Un ordine viene messo solo dove c’è tempo libero, non su una capacità infinita.

  • Matrice degli attrezzaggi

    Il tempo di cambio fra un articolo e l’altro, scritto una volta. Il software raggruppa le lavorazioni per ridurre i cambi e mostra quante ore si risparmiano.

  • Gantt da spostare a mano

    Il piano proposto si vede su un Gantt per macchina. Il planner trascina una fase e il software ricalcola le fasi successive, segnalando le date di consegna che saltano.

  • Simulazione delle urgenze

    Prima di accettare un ordine urgente si prova a inserirlo in una copia del piano: si vede quali commesse slittano e di quanto, e si decide con il commerciale.

  • Materiali e conto lavoro

    Una fase non parte se il materiale non è arrivato o se il pezzo è ancora dal terzista per la zincatura. Le date di arrivo vengono dagli ordini fornitori nel gestionale.

Soluzione

Come lo costruiamo

  1. Intervista al planner

    Due o tre sessioni con chi fa il piano oggi. Gli chiediamo di rifare un piano reale ad alta voce, e scriviamo ogni regola che usa senza accorgersene.

  2. Dati di base

    Cicli, tempi ciclo, attrezzaggi, calendari. Spesso esistono a metà nel gestionale: li completiamo insieme e decidiamo chi li tiene aggiornati.

  3. Piano in parallelo

    Per alcune settimane il software produce il suo piano accanto a quello del planner. Dove sono diversi, si capisce quale regola manca o quale dato è sbagliato.

  4. Passaggio al reparto

    Quando il piano del software regge, i capireparto lo ricevono sul monitor o su carta, e le fasi completate tornano indietro per ricalcolare il resto.

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Con cosa si collega

Dal gestionale arrivano ordini clienti, distinte, cicli e ordini fornitori. Il piano confermato torna indietro come date di consegna aggiornate, così l’ufficio commerciale le vede senza chiedere in produzione.

Il piano diventa più preciso quando sa cosa è successo davvero in reparto. Se avete un MES o raccogliete i dati dalle macchine, le fasi chiuse e i fermi aggiornano il piano da soli. Se no, basta una dichiarazione di fine fase da un tablet a bordo macchina: il MES può arrivare dopo.

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Cosa il software non deve fare

Il software non deve decidere da solo. Un algoritmo trova una sequenza buona sui vincoli che conosce, ma non sa che l’ordine di giovedì è del cliente che non potete permettervi di far aspettare, o che il tornitore del secondo turno è in malattia da ieri. Lo progettiamo perché proponga e il planner confermi, con la possibilità di bloccare a mano una fase e di vedere sempre perché una commessa è finita in quel punto.

Per lo stesso motivo partiamo da regole semplici e leggibili, non da un ottimizzatore opaco. Un piano che il planner non capisce viene rifatto su Excel entro un mese.

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Tempi e costi

Il costo di un software di pianificazione cresce con il numero di regole da scrivere, più che con il numero di macchine. Un reparto con cicli lineari e attrezzaggi fissi si pianifica con poche regole. La matrice degli attrezzaggi, i vincoli fra stampi e operatori e la simulazione delle urgenze su più reparti moltiplicano i casi da provare durante il piano in parallelo.

Una parte del tempo non è sviluppo: raccogliere e pulire cicli e tempi di attrezzaggio richiede ore del vostro ufficio tecnico, e conviene metterle in calendario dall’inizio.

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Domande frequenti

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Raccontateci il processo e cosa non funziona: vi diciamo se e come lo risolveremmo, con tempi e costi indicativi.

Autore
Matteo Budriesi
Scritto e rivisto da

Matteo Budriesi

CEO e co-founder di Webion, la software house di Modena che sviluppa software su misura e agenti AI per le aziende.

Aggiornato il 30/10/2026