Dashboard di produzione: numeri diversi per chi guarda il reparto e per chi lo dirige
Una dashboard di produzione mostra in tempo reale pezzi fatti, fermi, scarti e avanzamento degli ordini, prendendo i dati da macchine, MES e gestionale. Ne costruiamo una per ogni pubblico: il monitor in reparto, il telefono del direttore, il report del lunedì.
La riunione delle otto e mezza
In tante aziende la giornata comincia con una riunione di produzione e un foglio stampato. Il responsabile ha passato la mezz’ora prima a estrarre i pezzi dal gestionale, a copiare i fermi dal quaderno dei capiturno e a incollare tutto in un file. I numeri sono di ieri, e ognuno al tavolo ha in testa una versione diversa di cosa sia uno scarto.
Una dashboard di produzione toglie quella mezz’ora e quella discussione. I dati arrivano da soli dalle fonti che li producono, sono aggiornati al minuto e ogni indicatore ha una definizione scritta, uguale per tutti. La riunione parte dal perché la linea 2 ha perso un’ora, non da quante ore ha perso.
Per chi è
- Direttori di stabilimento che oggi ricevono i numeri a fine settimana, quando è tardi per cambiare qualcosa.
- Responsabili di produzione che passano ore a comporre report a mano partendo da tre programmi diversi.
- Aziende con più stabilimenti che vogliono confrontarli con gli stessi indicatori, calcolati nello stesso modo.
- Costruttori che vogliono dare ai propri clienti una dashboard sulle macchine vendute, con il proprio marchio.
Cosa include
Il monitor di reparto
Uno schermo grande a fine linea con pochi numeri leggibili da cinque metri: pezzi fatti contro obiettivo dell’ora, stato delle macchine, prossimo cambio. Niente menu, niente login.
La vista della direzione
Dal telefono, l’andamento della giornata per stabilimento e per linea, con il confronto con la settimana prima. Si scende nel dettaglio solo se un numero non torna.
Il dizionario degli indicatori
Ogni KPI ha una scheda: come si calcola, da quale dato parte, chi lo ha approvato. Lo scarto conta prima o dopo la rilavorazione, deciso una volta.
Report che si mandano da soli
Il riepilogo del turno al capoturno, quello della settimana alla direzione, in PDF o Excel. Partono a orario senza che nessuno li prepari.
Dashboard componibili
Gli utenti esperti si costruiscono le proprie viste trascinando grafici e valori, senza chiedere a voi o a noi una nuova schermata.
Come la costruiamo
Cinque domande
Chiediamo a chi guarderà la dashboard quali sono le cinque domande a cui vuole una risposta ogni giorno. Gli indicatori nascono da lì, non da un elenco standard.
Dove sta il dato
Per ogni domanda cerchiamo la fonte: PLC, MES, gestionale, un foglio Excel. Dove il dato non esiste, lo diciamo prima di disegnare il grafico.
Definizioni firmate
Scriviamo il dizionario degli indicatori e lo facciamo approvare a produzione e direzione. È la fase che evita le discussioni dopo.
Prima vista in reparto
Mettiamo in funzione il monitor di una linea per qualche settimana e lo correggiamo con chi lo guarda. Poi le altre linee e la vista della direzione.
Con cosa si collega
Dai PLC leggiamo stati, contapezzi e allarmi via OPC UA, MQTT o i protocolli dei costruttori, oppure dalla piattaforma cloud dei router se le macchine sono già collegate. Dal gestionale arrivano ordini, articoli e obiettivi. Dal MES, se c’è, avanzamenti e scarti dichiarati.
Se in azienda usate già Power BI, la scelta va fatta con calma: per l’analisi della direzione a volte basta alimentarlo con dati puliti, e la dashboard su misura serve solo per il reparto e per i clienti. Ve lo diciamo nella prima analisi, prima di scrivere codice.
Dove l’abbiamo già fatto
Tempi e costi
Il costo di una dashboard di produzione cresce soprattutto con il numero di fonti da collegare. Una dashboard su un MES già esistente è un progetto diverso da una che deve leggere dieci PLC di marche diverse: ogni marca porta il suo protocollo, e ogni macchina va provata in reparto.
Le schermate pesano meno di quanto si pensa, le definizioni di più: il dizionario degli indicatori chiede ore anche a produzione e direzione. Report automatici, più stabilimenti e dashboard componibili sono moduli in più, da aggiungere quando il monitor della prima linea è già in uso.
Se la vista della direzione resta su Power BI, mettete a budget anche le licenze. Secondo il listino Microsoft di ottobre 2026, Power BI Pro costa 12,10 euro per utente al mese con pagamento annuale, IVA esclusa. Serve a chi pubblica e condivide i report; per chi li consulta dipende da come è configurato il servizio.
Domande frequenti
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Raccontateci il processo e cosa non funziona: vi diciamo se e come lo risolveremmo, con tempi e costi indicativi.


