Quanto costa un MVP: fasce, voci di costo e tre esempi
Un MVP costa quanto il percorso minimo che porta il primo utente al risultato per cui pagherebbe: più tipi di utente ha il prodotto e più automazioni volete dal primo giorno, più il conto sale. Qui trovate le fasce per tipo di MVP, i costi che restano dopo il lancio e le domande da fare a un preventivo.
Il prezzo lo decide la domanda a cui l’MVP deve rispondere
Un MVP costa poco se deve rispondere a una domanda sola sul mercato, e molto se ne deve chiudere tre insieme. Le due voci che spostano di più il conto sono i tipi di utente e il pagamento online: un MVP a due lati sono quasi due prodotti, ognuno con le sue schermate e le sue email, e un abbonamento porta con sé rinnovi, disdette e carte scadute.
Spesso la cifra c’è già prima del progetto: il round raccolto o il contributo di un bando. Allora si parte da lì e ci si chiede quale domanda quella cifra può chiudere. Per esempio: un’azienda agricola paga 30 euro al mese per avere il piano di concimazione in dieci minuti invece che in un pomeriggio con l’agronomo? Se per saperlo serve un marketplace con due tipi di utente, il budget va riletto prima di firmare.
Quando due offerte per «un MVP» sono molto lontane, controllate prima di tutto se una delle due descrive un prototipo. Il prototipo cliccabile in Figma mostra le schermate ma non salva niente; l’MVP registra utenti veri, manda email vere e, se serve, incassa.
Fasce per tipo di MVP
Quattro perimetri, dal più stretto al più largo. Il primo non è ancora un MVP, ma spesso è il passo che lo precede.
| Tipo | Cosa contiene | Cosa aggiunge al lavoro |
|---|---|---|
| Prototipo cliccabile | Le schermate del percorso principale collegate fra loro e provate con cinque o sei futuri utenti. Nessun dato salvato, niente online. | Solo progettazione: niente server, database o account. È la riga più leggera, e potete fermarvi lì se le prove con gli utenti dicono di no. |
| MVP a un lato | Un tipo di utente, registrazione, il percorso principale, un pannello per voi con chi si è iscritto e cosa ha fatto. | Server, database, login, email e messa online. È il salto più grosso rispetto al prototipo, perché da qui in poi i dati devono restare salvati e protetti. |
| MVP a un lato con abbonamento | Come sopra, più il pagamento ricorrente con Stripe: prova gratuita, disdetta, ricevute. | Il collegamento a Stripe e i casi limite: il rinnovo che fallisce, il cliente che cambia piano a metà mese, l’email per la carta scaduta. |
| MVP a due lati | Chi offre e chi cerca: due registrazioni, due profili, ricerca, messaggi o prenotazioni, notifiche a entrambi. | Quasi il doppio delle schermate e delle email, più le regole fra i due gruppi: chi vede cosa, chi paga chi, chi valuta chi. |
Non indichiamo cifre: non abbiamo trovato un’indagine indipendente sui prezzi degli MVP in Italia, e le fasce che circolano in rete vengono dai siti di chi gli MVP li vende.
Le voci che spostano il conto di un MVP
Nell’ordine in cui le mettiamo sul tavolo quando si taglia il perimetro.
- I lati del prodotto. Un marketplace deve convincere due gruppi di persone diverse a iscriversi, e ognuno ha schermate, email e regole sue. È la voce che pesa di più.
- Gli abbonamenti. Un pagamento singolo con la pagina di checkout di Stripe si collega in fretta; prova gratuita, cambio di piano, rimborsi e fattura elettronica sono un modulo a sé.
- Le app negli store. Per un test di poche settimane una web app installabile sul telefono basta quasi sempre; l’app nativa entra nel conto solo se la domanda dipende dalla posizione in background o da notifiche che devono arrivare all’istante.
- Lo storico da importare. Se il primo utente deve ritrovare nel prodotto i suoi clienti, i listini o le misure degli anni scorsi, serve un import, e ogni formato di partenza è un caso a parte.
- Il calcolo nascosto. Una regola che oggi vive nella testa del founder, o in un Excel con formule annidate, va scritta e verificata caso per caso prima di diventare codice.
- Dati sanitari o di minori. Consensi, registro degli accessi e, nei casi previsti dal GDPR, una valutazione d’impatto aggiungono lavoro anche al prodotto più piccolo.
Tre esempi di MVP con il loro perimetro
Per ogni esempio: cosa resta dentro il primo rilascio e cosa può aspettare.
Il piano di concimazione in abbonamento
Uno studio di agronomi vuole vendere alle aziende agricole il calcolo che oggi fa in Excel. Un tipo di utente, un modulo con i dati del campo, il piano in PDF, abbonamento mensile con Stripe. Possono aspettare l’app negli store e l’import dei campi degli anni scorsi; il calcolo no, e va verificato su una decina di piani già fatti a mano dall’agronomo.
Il monitoraggio venduto come servizio
Un costruttore di macchine vuole sapere se i clienti pagherebbero un canone per vedere i dati delle loro macchine. Cinque macchine pilota già collegate a un router, una dashboard per cliente, nessun pagamento online: il canone si fattura come le altre voci. Allarmi, app e report possono aspettare: il test serve a capire se il cliente paga, non quali grafici vuole.
La bacheca fra chi spedisce e chi trasporta
L’azienda pubblica un carico, i trasportatori della zona fanno un’offerta, a consegna fatta ci si valuta a vicenda. Qui conviene partire con un lato solo e gestire l’altro al telefono per le prime settimane. Con un lato solo il perimetro è quello dell’MVP a un lato della tabella; con entrambi si passa all’ultima riga, la più cara.
Quanto costa tenerlo acceso dopo il lancio
Dopo il lancio la voce più grossa non è il server: sono le correzioni dei primi due mesi. Le voci fisse sono piccole: servizio cloud, dominio, invio delle email di registrazione, registro degli errori. Molti di questi servizi hanno un piano gratuito o a consumo che con qualche centinaio di utenti basta; controllate i limiti di ciascuno prima del lancio, non dopo.
Se incassate online, Stripe trattiene una commissione su ogni pagamento: per le carte europee standard è 1,5% più 0,25 euro a transazione (listino Stripe Italia, ottobre 2026). Su un abbonamento da 30 euro sono 70 centesimi al mese per cliente, da mettere nel prezzo fin dall’inizio.
Poi c’è il lavoro: i primi utenti trovano i casi che nessuno aveva previsto, e qualcuno deve correggerli in pochi giorni, non nel prossimo trimestre. Tenete da parte una quota del budget per le settimane dopo il lancio invece di spenderlo tutto prima.
Come leggere il preventivo di un MVP
- Prototipo e MVP sono due righe separate, con le loro ore? Se il prototipo vi convince a cambiare direzione, dovete poter fermarvi lì e pagare solo quello.
- Le voci sono divise per percorso dell’utente (registrazione, inserimento dati, pagamento) o per tecnologia (frontend, backend, database)? Le prime si possono togliere una a una, le seconde no.
- Il prezzo comprende la messa online e le correzioni delle prime settimane, o finisce con la consegna del codice?
- Le commissioni di pagamento e i servizi a consumo sono stimati sul numero di utenti del test? Sono costi vostri, non del fornitore, e vanno nel conto del prezzo di vendita.
Domande frequenti
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