Software per il distretto ceramico di Sassuolo e Fiorano
Nel distretto ceramico il software deve seguire la piastrella anche quando esce dallo stabilimento: dal terzista che la rettifica e dal magazzino sull’altra sponda del Secchia, in provincia di Reggio. Lo costruiamo per le aziende ceramiche e per chi lavora per loro, da Modena, a una ventina di chilometri da Sassuolo.
Il distretto in numeri
Fra le province di Modena e Reggio Emilia si produce quasi tutta la piastrella italiana, e quasi tutta in grès porcellanato. Fonte: Confindustria Ceramica, indagine statistica sul settore piastrelle, dati 2025 pubblicati il 25/06/2026.
- Aziende produttrici di piastrelle in Italia
- 117
- Di cui nelle province di Modena e Reggio Emilia
- 65
- Quota della produzione italiana fatta nel distretto
- 88%
- Produzione italiana 2025
- 390,9 milioni di m², il 93% in grès porcellanato
- Occupati diretti
- 17.676
- Quota dei ricavi dall’export
- 82%
I problemi che nascono dal distretto
Quelli legati alla piastrella in sé, come lo stock per tono e calibro, sono nella pagina del settore ceramico. Qui ci sono quelli che dipendono dal territorio: tante aziende vicine, che si passano il materiale.
Il materiale in conto lavoro
Duecento pallet di 60×120 partono per la rettifica da un terzista di Fiorano e tornano tre giorni dopo, con qualche metro in meno per gli scarti di taglio. Il gestionale li vede usciti con un DDT e rientrati con un altro: nel frattempo il commerciale non sa se può prometterli.
Due stabilimenti, due codifiche
Il gruppo che ha comprato l’azienda di Castellarano si ritrova con due gestionali e due modi di codificare lo stesso articolo. Per sapere quanto 30×60 grigio c’è in tutto, qualcuno somma a mano due estrazioni Excel.
Il container si riempie a peso
Con la piastrella un container arriva al limite di peso molto prima di essere pieno. Il piano di carico per un cliente negli Stati Uniti si fa su un foglio di calcolo, e se un formato cambia all’ultimo momento si rifà da capo, con il camion già prenotato.
Le grafiche della stampa digitale
Un effetto marmo ha decine di facce diverse, ognuna un file grafico per le stampanti a getto d’inchiostro, spesso preparato da uno studio esterno. Quale versione di quale faccia è andata in produzione per quel lotto lo sa il responsabile della decorazione, se si ricorda.
Il quaderno del capoturno
Forni e presse girano a ciclo continuo. Quello che è successo nel turno di notte, un rullo da cambiare, una pressa ferma venti minuti, passa al turno dopo su un quaderno o a voce in spogliatoio.
Cosa costruiamo per le aziende del distretto
Ogni voce rimanda a una pagina soluzione, dove ci sono moduli e fasi. Nel distretto di solito si parte dal magazzino, perché è dove i problemi di terzisti e stabilimenti si vedono prima.
Software di magazzino
Giacenze di tutti gli stabilimenti e di quelle presso i terzisti in una vista sola, con lo stato di ogni pallet: in casa, in lavorazione fuori, in viaggio di rientro.
Integrazione dei sistemi aziendali
Una tabella di corrispondenza fra le codifiche dei due gestionali, tenuta aggiornata, invece di una migrazione forzata il primo anno dopo l’acquisizione.
Pianificazione della produzione
Il piano di presse e forni che tiene conto dei giorni di rientro dal terzista, e il piano di carico dei container calcolato su peso e formati dell’ordine.
App per tecnici manutentori
Il passaggio di consegne fra turni sul tablet di reparto: cosa si è fermato, cosa è stato fatto, cosa resta aperto, con la foto del pezzo.
Un progetto con più sedi e un magazzino
Le regole che passano dal software
Tre regole del distretto finiscono quasi sempre in un modulo software. La prima è fiscale: i beni che escono per una lavorazione esterna viaggiano con un documento di trasporto che ne indica la causale, e al rientro bisogna poter abbinare quantità uscite, rientrate e scartate. Se l’abbinamento si fa a mano, l’inventario di fine anno diventa una caccia ai DDT.
La seconda è ambientale. Gli stabilimenti che cuociono ceramica oltre le 75 tonnellate al giorno lavorano con un’Autorizzazione integrata ambientale, che in Emilia-Romagna rilascia ARPAE, con un piano di monitoraggio delle emissioni e una relazione periodica. I dati arrivano da analizzatori in continuo, registri dei rifiuti e analisi di laboratorio: se stanno in un archivio solo, la relazione annuale si compone da lì e non da cinque cartelle di rete. Per le quote di CO₂ del sistema ETS rimandiamo alla pagina del settore ceramico.
La terza riguarda i rapporti con i terzisti: il contratto di subfornitura, regolato dalla legge 192/1998, va fatto per iscritto con requisiti, prezzi e tempi di pagamento. Un portale dove il terzista vede gli ordini, conferma le date e carica i suoi DDT lascia una traccia scritta di ogni passaggio senza aggiungere email.
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