Salta al contenuto principale

Cos’è un’API: il modo in cui due software si scambiano dati senza nessuno in mezzo

Un’API (application programming interface) è l’insieme di richieste che un software accetta da un altro programma: dammi gli ordini di oggi, crea questo cliente, dimmi lo stato di questa macchina. Serve a far parlare due sistemi senza che una persona ricopi i dati da uno schermo all’altro.

Glossario

Come funziona

Nella forma più comune, l’API web, un programma manda una richiesta a un indirizzo (per esempio quello che restituisce le fatture di ottobre) insieme a una chiave che dimostra chi è. Il server risponde con i dati in un formato pensato per le macchine, quasi sempre JSON. Lo stile più diffuso si chiama REST, e la documentazione si scrive spesso nello standard OpenAPI, che elenca indirizzi, campi e codici di errore.

I dati si prendono in due modi. Con il polling il vostro software chiede a intervalli regolari se c’è qualcosa di nuovo. Con un webhook è l’altro sistema ad avvisare quando succede qualcosa, per esempio quando un ordine passa a spedito. Il secondo pesa meno su entrambi i lati, ma non tutti i fornitori lo offrono.

Glossario

Un esempio: il portale Valli e IXON Cloud

Valli costruisce impianti per allevamenti avicoli, e i suoi impianti mandano i dati a IXON Cloud attraverso router industriali. Il portale che abbiamo costruito per i suoi clienti, usato da allevatori in oltre 70 paesi, legge quei dati dalle API di IXON: temperature, umidità, uova prodotte, mangime consumato.

Anche l’accesso passa dalle API: l’allevatore entra con le credenziali IXON che ha già, e Valli non gestisce un secondo archivio di utenti. Senza API il portale avrebbe dovuto copiare dati e account in un database suo e tenerli allineati.

Glossario

Errori comuni

  • Prendere per buono che un software «ha le API». Chiedete la documentazione: a volte esiste solo un’esportazione CSV notturna, che è un’altra cosa.
  • Collegarsi con le credenziali di un dipendente. Quando quella persona cambia password o lascia l’azienda, l’integrazione si ferma. Serve un’utenza tecnica dedicata.
  • Interrogare l’API ogni secondo per dati che cambiano una volta al giorno. Molti fornitori fissano un limite di richieste e bloccano chi lo supera.
  • Non gestire gli errori. Un’integrazione fatta bene registra le chiamate fallite e le riprova, invece di perdere un ordine senza dirlo a nessuno.
Glossario

Domande frequenti

Contatti

Parliamone in 30 minuti

Raccontateci il processo e cosa non funziona: vi diciamo se e come lo risolveremmo, con tempi e costi indicativi.

Autore
Matteo Budriesi
Scritto e rivisto da

Matteo Budriesi

CEO e co-founder di Webion, la software house di Modena che sviluppa software su misura e agenti AI per le aziende.

Aggiornato il 30/10/2026