Cos’è la manutenzione predittiva e in cosa differisce da quella su condizione
La manutenzione predittiva interviene su un componente quando i dati dicono che si guasterà entro un certo tempo, non a calendario e non dopo la rottura. Si basa su una grandezza misurata, come la temperatura di un cuscinetto, e su una stima di quanto margine resta prima del guasto.
La definizione della norma
La UNI EN 13306, la norma europea sui termini della manutenzione, la definisce come manutenzione su condizione eseguita in seguito a una previsione, ricavata dall’analisi ripetuta dei parametri legati al degrado del componente. Detto in officina: si misura qualcosa che peggiora prima della rottura e se ne stima l’andamento.
La differenza con la manutenzione su condizione sta nel tempo. Quella su condizione interviene quando una misura supera una soglia. La predittiva stima quando la supererà, e lascia programmare l’intervento nel primo fermo utile invece che nel momento dell’allarme.
L’intervallo P-F
intervallo di controllo ≤ intervallo P-F ÷ 2
P è il momento in cui il guasto diventa rilevabile, F quello in cui il componente smette di fare il suo lavoro. Il tempo fra i due è la finestra in cui una previsione serve a qualcosa.
Nella manutenzione basata sull’affidabilità (RCM) la regola pratica è controllare almeno due volte dentro quella finestra. Se un cuscinetto si scalda sei settimane prima di grippare, una misura al mese col termometro può perderlo; un sensore che manda un dato al minuto no. A quel punto il margine vero diventa il tempo di consegna del ricambio.
Un esempio: il ventilatore della cabina di verniciatura
In una linea di verniciatura a polvere il ventilatore di aspirazione della cabina gira 16 ore al giorno. Se si ferma lui si ferma la linea, e il cuscinetto lato girante arriva in tre settimane dall’ordine.
Un sensore sul supporto manda la temperatura ogni minuto. Un allarme sopra gli 80 °C è manutenzione su condizione. Se invece il software guarda la pendenza della curva, vede che sale di un grado a settimana e stima gli 80 °C fra cinque settimane: il responsabile ordina il cuscinetto oggi e lo cambia nel fermo del sabato. Questa è predittiva.
Errori comuni
- Comprare sensori prima di sapere quale guasto prevedere. Si parte dai guasti che negli ultimi anni sono costati di più in ore di fermo.
- Chiamare predittiva una soglia fissa. È un buon primo passo, ma non dice quando succederà.
- Applicarla a guasti che non si annunciano. Un fusibile che salta di colpo non ha un intervallo P-F da misurare.
- Montare il sensore dove è comodo invece che dove nasce il guasto. Una temperatura letta sul carter, lontano dal cuscinetto, sale in ritardo e mangia proprio i giorni di margine che cercavate.
Domande frequenti
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