Software per l’automazione industriale: lo strato sopra il PLC
Nell’automazione industriale il PLC muove la linea, ma il cliente finale chiede sempre più spesso anche quello che sta sopra: dati leggibili, scambio con l’ERP, accesso da browser. Lavoriamo con integratori e aziende di automazione su quello strato, partendo dalle variabili che il vostro PLC già espone.
Un settore che vende componenti e progetti
L’automazione industriale in Italia è fatta di chi produce componenti e sistemi, cioè PLC, azionamenti, sensori, pannelli, e di chi li mette insieme in un impianto: integratori di sistemi, quadristi, costruttori di linee e celle robotizzate. Le aziende associate ad ANIE Automazione sono oltre 100, con 6,1 miliardi di euro di fatturato aggregato (fonte: presentazione di ANIE Automazione, febbraio 2026).
Questa pagina è per il secondo gruppo, chi consegna impianti funzionanti a un cliente. È lì che arriva la richiesta di software che non è codice PLC, e che spesso nessuno in azienda ha il tempo o gli strumenti per scrivere. Se invece costruite macchine in serie e le seguite dopo la vendita, la pagina giusta è quella dei costruttori di macchine.
Le richieste che mettono in difficoltà un integratore
Arrivano quasi tutte dal capitolato del cliente finale o dal suo reparto IT, a commessa già firmata.
Ordini e consuntivi con l’ERP
Il capitolato chiede che la linea riceva gli ordini di produzione da SAP e restituisca pezzi buoni, scarti e tempi. Il PLC sa contare, ma la coda di messaggi, i tentativi quando l’ERP non risponde e il registro degli scambi vanno scritti fuori.
Variabili senza contesto
Lo storico c’è, ma le variabili si chiamano DB12.DBW40 e non dicono a quale ordine, lotto o ricetta appartengono. Chi analizza la produzione apre l’export e lo richiude.
La supervisione dal telefono
Il direttore di stabilimento vuole vedere la linea dal telefono, senza licenze client in più e senza un PC dedicato in sala controllo.
L’IT del cliente chiude le porte
Il reparto IT non apre porte verso la rete di fabbrica e chiede segmentazione, utenti nominativi e accessi registrati. La teleassistenza fatta con un desktop remoto non passa più.
Lo script che conosce solo uno
Il report di fine turno lo genera una macro Excel o uno script Python sul PC di linea, scritto in fretta durante l’avviamento. Quando quel PC si rompe, il report sparisce con lui.
Cosa costruiamo sopra l’automazione
Ogni voce rimanda alla sua pagina. Il confine si fissa all’inizio, in un elenco di variabili concordato: da una parte il vostro PLC, dall’altra il nostro software.
Integrazione OPC UA
Leggiamo e scriviamo le variabili esposte dal server OPC UA del PLC o del pannello, con sottoscrizioni invece di letture a intervalli fissi.
Leggere i dati da PLC Siemens
Per le CPU S7 che non hanno OPC UA attivo, o dove attivarlo richiede una licenza che il cliente non ha.
MQTT industriale
Quando i dati partono da più impianti verso un unico punto di raccolta, con la linea che pubblica solo quando un valore cambia.
Software MES
Ordini di produzione in arrivo dall’ERP, dichiarazioni, consuntivi e tracciabilità di lotto sopra la linea che avete automatizzato.
Software di monitoraggio macchine
Supervisione web con allarmi e storico, aperta da browser e telefono, con i permessi decisi dal cliente.
Dove lavoriamo già con l’automazione
Gli standard che contano quando si sale sopra il PLC
La norma da conoscere è la IEC 62443, la serie sulla sicurezza dei sistemi di automazione e controllo. Divide l’impianto in zone collegate da condotti, ciascuna con un livello di sicurezza richiesto, e assegna responsabilità diverse a chi fa i componenti, a chi integra e a chi gestisce l’impianto. Il software che progettiamo si colloca in una zona precisa, con utenti nominativi e accessi registrati, così il reparto IT del cliente ha un documento da approvare invece di una porta da aprire.
Per i livelli dell’impianto si usa il modello ISA-95, ripreso dalla IEC 62264: sensori e PLC stanno al livello 1, supervisione e HMI al 2, il MES al 3, l’ERP al 4. Dire nel capitolato a che livello sta ogni funzione evita la discussione più frequente in commessa, cioè chi deve scrivere il pezzo fra la linea e il gestionale. OPC UA, standardizzato come IEC 62541, è il modo più pulito di attraversare quel confine.
Se il vostro cliente rientra nella NIS2 o se vendete prodotti con elementi digitali soggetti al Cyber Resilience Act, quelle richieste ricadono anche sul software che consegnate con l’impianto: meglio saperlo prima dell’offerta.
Domande frequenti
Parliamone in 30 minuti
Raccontateci il processo e cosa non funziona: vi diciamo se e come lo risolveremmo, con tempi e costi indicativi.

