Software per università, dipartimenti e gruppi di ricerca
Il software per università che vi serve è quasi sempre quello che resta fuori dai sistemi centrali: la piattaforma di un progetto di ricerca, il registro di un laboratorio didattico, il servizio che un dipartimento vuole offrire agli studenti. Lo scriviamo con il login di ateneo, documentato perché sopravviva a chi l’ha chiesto, e acquistabile con le procedure della pubblica amministrazione.
L’università italiana in numeri
Due milioni di iscritti, e circa uno su sette in un ateneo telematico. Fonte: ANVUR, Rapporto sullo stato del sistema universitario e della ricerca, 26/03/2026, dati dell’anno accademico 2024/25.
- Iscritti nel 2024/25
- 2.050.112
- Crescita rispetto al 2018/19
- +16,9%
- Quota di iscritti agli atenei telematici
- 15%
- Atenei
- 100
- Docenti
- 65.617
Cosa resta fuori dai sistemi di ateneo
Carriere degli studenti, contabilità e personale stanno nei gestionali centrali, come ESSE3 e U-GOV di Cineca. Il resto lo costruiscono i dipartimenti, spesso da soli.
Il codice del dottorando che se n’è andato
Il portale del progetto o lo strumento per raccogliere i dati di un esperimento l’ha scritto un dottorando tre anni fa. Ha discusso la tesi ed è partito per un post-doc all’estero: il server è sotto una scrivania, la password la sa lui, e nessuno osa aggiornare niente.
Le ore di progetto rendicontate a fine anno
I progetti europei e nazionali chiedono le ore del personale, mese per mese e per progetto. Ricercatori e assegnisti le ricostruiscono in un Excel prima dell’audit, con il calendario in mano e la memoria di cosa facevano a marzo.
I moduli di Google per raccogliere dati di ricerca
Questionari, osservazioni sul campo, dati dei partecipanti a uno studio: finiscono in moduli e fogli condivisi creati con account personali. Il comitato etico chiede dove stanno i dati e chi li vede, e la risposta è difficile da dare.
Le prenotazioni a mano
Strumenti di laboratorio, aule studio, postazioni in biblioteca, colloqui con i tutor: ogni struttura ha il suo calendario condiviso o la sua email di prenotazione, e chi gestisce passa ore a incastrare richieste che si sovrappongono.
Cosa costruiamo per atenei e centri di ricerca
Ogni voce rimanda alla pagina che descrive il servizio. Molti progetti universitari partono piccoli, con un dipartimento o un solo gruppo, e crescono se funzionano.
- Piattaforme dei progetti di ricerca, con area riservata per i partner, raccolta dei dati e pubblicazione dei risultati (sviluppo web app).
- Riscrittura di applicativi lasciati da chi non c’è più: si legge il codice esistente, si salva quello che funziona, si documenta il resto (modernizzazione del software legacy).
- Registro delle ore per progetto, compilato settimana per settimana e pronto per la rendicontazione, collegato all’anagrafica del personale (gestionale personalizzato).
- Assistenti AI che rispondono a studenti e personale a partire dai regolamenti e dalle guide di ateneo, citando l’articolo da cui prendono la risposta (Company Brain).
- Prototipi di servizi nati da un progetto di ricerca o da uno spin-off, da mettere davanti ai primi utenti prima di cercare altri fondi (sviluppo MVP).
Progetti per università, scuole e formazione
Le regole della pubblica amministrazione
Un ateneo statale compra software come una pubblica amministrazione, con il Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 36/2023). Per i servizi sotto i 140.000 euro è ammesso l’affidamento diretto, spesso passando dal MePA, con CIG, verifica dei requisiti e tracciabilità dei pagamenti. Conviene saperlo all’inizio: il preventivo va scritto in modo che il RUP possa usarlo come base dell’affidamento.
Il software deve essere accessibile secondo la legge 4/2004 e le linee guida AgID, e l’ateneo pubblica ogni anno la dichiarazione di accessibilità dei suoi servizi: un applicativo nuovo ci finisce dentro. I servizi online aperti al pubblico vanno raggiunti con SPID e CIE; per studenti e personale l’accesso di solito passa dalle credenziali di ateneo, tramite la federazione IDEM del GARR.
Per i dati di ricerca su persone valgono il GDPR e le indicazioni del comitato etico: dove stanno i server, chi accede, per quanto si conservano. Sono domande che preferiamo affrontare nella prima riunione, insieme al responsabile della protezione dei dati dell’ateneo.
Domande frequenti
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