Software per i subfornitori della Motor Valley
Chi lavora per i costruttori della Motor Valley ha bisogno di un software che segua il singolo pezzo: la revisione del disegno con cui è stato fatto, la colata da cui viene il materiale, il rapporto di misura del primo esemplare. Lo costruiamo da Modena per officine CNC, reparti compositi e fornitori dei reparti corse, accanto al gestionale che già usate.
La Motor Valley in numeri
Pochi marchi fanno quasi tutto il valore, e intorno lavora una filiera di imprese piccole che dipende dai loro ordini. Fonte: Regione Emilia-Romagna, «La Motor Valley e la filiera dell’automotive», cartella stampa per Expo Osaka 2025.
- Imprese della manifattura automotive in Emilia-Romagna (2025)
- 1.186
- Addetti della manifattura
- oltre 26.600, circa 65.500 con commercio e riparazioni
- Export del settore nel 2024
- 12,3 miliardi di euro, quasi il 21% del totale italiano
- Ricavi di Ferrari, Lamborghini e Maserati nel 2023
- 10,3 miliardi di euro
- Quota degli utili del comparto fatta da quei tre marchi
- 97%
Quattro problemi che vediamo nelle officine della filiera
Riguardano chi produce su disegno del cliente, in quantità piccole e con tempi decisi altrove. Una carrozzeria di serie ha problemi diversi.
La modifica arriva il lunedì dopo il test in pista
Il reparto corse cambia lo spessore di una staffa dopo le prove del fine settimana e vuole i pezzi per giovedì. L’officina li infila fra due lotti di serie, e quale consegna slitta lo scopre il cliente di serie quando chiama per sapere dov’è il suo ordine.
Il dossier del pezzo si compone da quattro cartelle
Per un portamozzo con il suo numero di serie il cliente vuole tutto insieme: certificato del materiale, trattamento termico fatto dal terzista, controllo con liquidi penetranti, rapporto della macchina di misura. Ogni documento sta in un posto diverso, e chi lo mette insieme ci perde un pomeriggio a pezzo.
Il prototipo fatto a mano diventa una piccola serie
I primi cinque esemplari li ha fatti il fresatore più esperto, sistemando a occhio staffaggi e parametri. Quando la vettura entra in produzione e ne servono trecento l’anno, quel ciclo non è scritto da nessuna parte, e il cliente chiede il piano di controllo prima di approvare il primo lotto.
Il prepreg fuori dal freezer
Nei reparti compositi ogni rotolo di fibra preimpregnata ha una vita a magazzino e un tempo massimo a temperatura ambiente. Se i minuti fuori dal freezer si segnano a penna sul rotolo, il conto si perde al terzo prelievo.
Cosa costruiamo per un subfornitore della Motor Valley
Ogni voce ha una sua pagina. Il dato che le tiene insieme è il numero di serie del pezzo, con la revisione e il materiale da cui è nato.
Tracciabilità della produzione
Colata, revisione del disegno, programma, macchina e operatore registrati per pezzo o per lotto, con la ricerca all’indietro che parte dal numero di serie stampato sul pezzo.
Gestione qualità e non conformità
Rapporti di misura legati al pezzo, non conformità aperte dal reparto con foto, azioni correttive con una scadenza e un responsabile.
Pianificazione della produzione
Il pezzo urgente del reparto corse inserito nel piano con le sue ore, e subito accanto l’elenco delle consegne di serie che si spostano, da comunicare prima che il cliente chiami.
Automazione dei processi
Il dossier del pezzo generato da solo per numero di serie: il sistema raccoglie certificati, esiti dei controlli e rapporti di misura già registrati e produce un unico PDF per la spedizione.
Portale B2B
Il cliente scarica da solo certificati, rapporti di misura e stato degli ordini aperti, invece di chiederli al vostro ufficio qualità.
Norme e documenti che entrano nel software
La norma che pesa di più è la IATF 16949, il sistema qualità per chi produce componenti destinati all’automotive. Chiede tracciabilità del prodotto, gestione delle modifiche di disegno e approvazione del primo pezzo con un pacchetto documentale, il PPAP nella versione AIAG o il PPA nella versione tedesca VDA. Non la impone la legge: la chiede il cliente nel capitolato di fornitura, quindi conviene partire da lì per capire cosa il software deve registrare.
Il certificato 3.1 secondo la EN 10204 accompagna la colata, come in ogni officina. La differenza qui è il livello di dettaglio: il cliente non chiede il certificato della commessa ma quello del pezzo con un certo numero di serie, insieme ai controlli non distruttivi e al trattamento termico fatti fuori. Il software deve quindi legare i documenti al singolo esemplare.
Per i pezzi in carbonio contano le schede del produttore del prepreg, con la vita a magazzino e il tempo a temperatura ambiente, e i parametri del ciclo di autoclave. Se il software li registra per pezzo, il cliente riceve la storia di cura del laminato insieme al componente.
Domande frequenti
Parliamone in 30 minuti
Raccontateci il processo e cosa non funziona: vi diciamo se e come lo risolveremmo, con tempi e costi indicativi.
