Software per il distretto tessile di Carpi
Nel distretto tessile di Carpi un capo passa da più aziende prima di arrivare in negozio, e il software deve seguirlo fuori dai vostri muri: dal maglificio alla tintoria, alla stamperia, alla confezione. Sviluppiamo a venti minuti da Carpi gli strumenti per il conto lavoro, gli ordini per taglia e colore e il campionario.
Un distretto fatto di aziende piccole e di terzisti
Il distretto di Carpi conta 596 aziende di maglieria e confezione, 412 aziende di subfornitura e 63 fra tessuti a maglia, etichette, stamperie, tintorie e serigrafie, e vale circa il 6% della produzione italiana del tessile-abbigliamento. Sono i dati dell’Osservatorio del distretto promosso dal Comune di Carpi, riportati da Forbes Italia il 17/09/2024.
Il fatturato, circa 1,3 miliardi di euro, è molto concentrato: le aziende con più di 50 addetti, il 5% delle imprese finali, ne fanno il 76,9%. Il 70% delle imprese finali ha meno di dieci addetti, e quasi sempre nessuno che si occupi di informatica a tempo pieno. Un software per Carpi deve funzionare per la griffe con l’ufficio stile e per il terzista con tre macchine rettilinee.
Cinque problemi tipici di un’azienda del distretto
Li troviamo sia nel programmato, che vende su campionario a mesi di distanza, sia nel pronto moda, che rifà un capo in pochi giorni.
Il taglio diviso fra due confezioni
Seicento capi tagliati, ma la confezione di sempre ne prende solo quattrocento: gli altri vanno a un secondo laboratorio. Tornano in tre consegne parziali, ognuna con il suo DDT, e quando la conta per taglia non quadra non si sa se le dodici M mancanti sono ancora fuori o perse.
La griglia taglia-colore riscritta tre volte
L’agente raccoglie in showroom un ordine da 40 capi in cinque taglie e quattro colori. Lo scrive su un modulo, l’ufficio lo ricopia nel gestionale, la produzione lo rifà su un foglio di taglio. A ogni passaggio una casella può slittare di una riga.
La scheda tecnica del campionario
Ogni stagione nascono decine di prototipi: filato, finezza, punto, misure, varianti di colore, foto. La scheda vive fra il computer del modellista e una cartellina, e quando il capo entra in produzione si riscrive per il terzista.
Il pronto moda decide sulle vendite di ieri
Nel pronto moda si rifà quello che vende. Se le vendite di showroom e negozi arrivano a fine settimana, il riassortimento parte tardi e il capo che andava è già esaurito.
Il terzista non ha un gestionale
Molti laboratori lavorano con un quaderno e WhatsApp. Chiedere loro di usare il vostro software di produzione non funziona; un link sul telefono per confermare quantità e data di riconsegna sì.
Cosa costruiamo per maglifici e confezioni
Ogni voce ha la sua pagina. Il dato al centro è il capo nella sua variante di taglia e colore, seguito anche quando è da un terzista.
Pianificazione della produzione
Le fasi esterne con il terzista assegnato, i capi consegnati e la data di rientro promessa, e un avviso quando una partita è in ritardo rispetto alla consegna al cliente.
App aziendali
La pagina che il terzista apre dal telefono, senza installare niente, per confermare cosa ha ricevuto e cosa riconsegna. Vede solo le partite che ha da voi.
Portale B2B
Gli ordini di campionario inseriti dall’agente o dalla boutique direttamente nella griglia taglia-colore, con la disponibilità del pronto moda aggiornata.
Software di gestione magazzino
Giacenze per modello, taglia e colore, con capi finiti, semilavorati in rientro e filati, e l’invenduto di fine stagione separato dal resto.
Automazione dei processi
Gli ordini che le boutique mandano per email o per messaggio letti e trasformati in una bozza d’ordine da controllare, invece che ricopiati.
Un progetto per chi vende fuori sede
Le norme europee che arrivano sul capo
L’etichetta di composizione segue il Regolamento (UE) 1007/2011: denominazioni delle fibre e percentuali sono fissate, e nascono dalla scheda tecnica del capo. Se la scheda sta in un database, l’etichetta si genera da lì e non si ricopia.
Il Regolamento (UE) 2024/1781 sulla progettazione ecocompatibile, l’ESPR, vieta di distruggere abbigliamento e calzature invenduti: dal 19/07/2026 per le grandi imprese, dal 19/07/2030 per le medie, mentre micro e piccole imprese ne sono escluse. A Carpi riguarda poche aziende, ma sono quelle che fanno gran parte del fatturato, e il loro invenduto va contato e dichiarato.
Lo stesso regolamento prepara il passaporto digitale del prodotto. Il piano di lavoro della Commissione, adottato il 16/04/2025, mette l’abbigliamento fra i primi gruppi, con l’atto delegato previsto per il 2027 e almeno 18 mesi per adeguarsi. Chi tiene già composizione, filati e fornitori per modello avrà un lavoro di esportazione, non di ricostruzione.
Domande frequenti
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