Software per le aziende della Food Valley di Parma
Nella Food Valley il software deve seguire un prodotto che resta in azienda per mesi: la coscia dalla salatura al timbro, la forma dalla caldaia all’espertizzazione, il pomodoro dal camion al fusto. Sviluppiamo da Modena gli strumenti per magazzini di stagionatura, campagne e lotti DOP, collegati al gestionale che avete.
La Food Valley di Parma in numeri
Un distretto alimentare che vende all’estero quasi metà di quello che produce. Fonte: ricerca Ipsos sulla Food Valley di Parma, dati 2023, riportata dal Sole 24 Ore il 27/03/2025.
- Aziende alimentari
- 1.052
- Addetti
- circa 15.000
- Fatturato 2023
- oltre 11 miliardi di euro
- Export
- quasi 5 miliardi di euro, il 44% del fatturato
- Quota dell’export alimentare italiano
- 5%, il 32% di quello dell’Emilia-Romagna
- Crescita dell’export verso gli Stati Uniti sul 2022
- +21,7%
I problemi tipici di chi produce nella Food Valley
Nascono dai tempi lunghi della stagionatura e dai picchi brevi della campagna. La tracciabilità alimentare in generale ha la sua pagina di settore.
Il magazzino di stagionatura si conosce a memoria
Migliaia di cosce o di forme su scalere e celle diverse, con date di ingresso diverse. Il capo magazzino sa dove sta il lotto di marzo; il registro dice solo che c’è. Quando lui è in ferie, si cerca a vista.
Le lavorazioni intermedie non lasciano traccia
Sugnatura, rivoltamento, spazzolatura, battitura delle forme: si fanno, ma se ne segna al massimo la data su un foglio appeso. Se una partita ha un difetto, ricostruire chi l’ha toccata e quando diventa un’ipotesi.
La campagna del pomodoro in poche settimane
In estate lo stabilimento lavora a ciclo continuo. Ogni camion che arriva va pesato, campionato e registrato con il suo grado Brix, che entra nel prezzo pagato all’agricoltore. Se i dati della pesa e del laboratorio si uniscono a fine giornata in un Excel, gli errori si scoprono a liquidazione.
Un lotto, più mercati, regole diverse
Lo stesso prosciutto va in Germania, in Giappone e negli Stati Uniti, dove può spedire carne solo uno stabilimento iscritto nell’elenco del servizio di ispezione americano, l’FSIS. Etichette, lingue e documenti cambiano per paese, e chi prepara la spedizione deve sapere quali pezzi possono partire per dove.
Le domande tecniche aspettano l’esperto
Un difetto di crosta, una cagliata che non tiene, un calo peso fuori dal solito. La risposta spesso è già scritta in una dispensa o in un vecchio verbale, ma serve qualcuno che la trovi.
Cosa costruiamo per un’azienda della Food Valley
Ogni voce rimanda alla sua pagina. Qui il dato che regge tutto è il lotto di ingresso, con la sua data: da lì si calcola quando un prodotto può uscire.
Software di gestione magazzino
La mappa delle celle e delle scalere con ogni lotto al suo posto, i mesi di stagionatura raggiunti e la lista di ciò che è pronto per la vendita questa settimana.
Tracciabilità della produzione
Ogni lavorazione registrata dal reparto con un tablet o un lettore, legata al lotto, così una contestazione si chiude con un elenco di date e non con una ricerca.
Automazione dei processi
Pesa e laboratorio che scrivono nello stesso registro dei conferimenti, con il calcolo del pagamento per qualità pronto a fine campagna.
Agenti AI per aziende
Un assistente che risponde ai tecnici partendo dai vostri manuali e verbali, citando il documento da cui viene ogni risposta.
Dashboard KPI di produzione
Calo peso per lotto, scarti di linea e resa della campagna in una pagina, aggiornata dai dati che il reparto registra già.
Un progetto nella filiera lattiero-casearia
Regole e disciplinari che il software deve rispettare
La base è il Regolamento (CE) 178/2002: all’articolo 18 chiede a ogni operatore di sapere da chi ha ricevuto un alimento o un ingrediente e a chi l’ha consegnato, un passo indietro e uno avanti. È il minimo; un sistema fatto bene arriva anche dentro lo stabilimento, da lotto di materia prima a lotto di prodotto finito.
Per le DOP ci sono i disciplinari e i piani di controllo degli enti terzi. Il disciplinare del Prosciutto di Parma, nella versione del 17/05/2025 pubblicata dal Consorzio, fissa la stagionatura minima a 14 mesi. Il Parmigiano Reggiano matura almeno 12 mesi, e a quel punto gli esperti del Consorzio esaminano le forme una per una. Il software deve sapere per ogni lotto quando raggiunge quelle soglie e quale esito ha avuto il controllo.
Il formato dei registri lo concordate con l’ente di controllo, non con noi: il nostro lavoro è produrre i dati che il piano di controllo chiede, nel formato che l’ente accetta, senza ricopiarli da un quaderno.
Domande frequenti
Parliamone in 30 minuti
Raccontateci il processo e cosa non funziona: vi diciamo se e come lo risolveremmo, con tempi e costi indicativi.

