Software per laboratori di prova che emettono certificati ufficiali
Un software per laboratori di prova segue il campione dal verbale di accettazione al certificato firmato, e tiene insieme strumenti, tarature e richieste dei clienti. Lo scriviamo sul vostro flusso quando un LIMS a scaffale vi obbliga a cambiarlo, o quando oggi il laboratorio gira su Excel e su un registro di carta.
Quanti sono i laboratori accreditati in Italia
Al 31/12/2025 Accredia contava 2.398 organismi e laboratori accreditati; 1.448 sono laboratori di prova, laboratori medici e organizzatori di prove valutative. Fuori da questo conto ci sono i laboratori autorizzati dal Ministero delle infrastrutture per le prove sui materiali da costruzione. Fonti: Accredia, cartella stampa con i dati al 31/12/2025; studio Accredia-Prometeia del 2020 per il valore delle attività.
- Laboratori di prova, medici e organizzatori di prove valutative
- 1.448
- Laboratori di taratura, produttori di materiali di riferimento e biobanche
- 228
- Organismi e laboratori sotto accreditamento
- 2.398
- Valore delle attività dei laboratori di prova (stima 2020)
- 2,5 miliardi di euro
Dove si inceppa un laboratorio che lavora su carta ed Excel
Abbiamo in mente soprattutto i laboratori che provano materiali, analizzano campioni o fanno indagini in sito per conto di imprese, progettisti e direttori dei lavori.
Il verbale di prelievo arriva scritto a mano
Cubetti di calcestruzzo, spezzoni di barre, carote: arrivano con un verbale compilato in cantiere, sigle comprese. L’addetto all’accettazione lo ricopia nel registro e poi di nuovo nel foglio della prova, e una sigla letta male finisce sul certificato.
La pressa esporta un CSV che nessuno collega
Lo strumento salva carichi e tempi su un file, il tecnico ne copia i valori di rottura nel foglio di calcolo. Il dato grezzo resta sul PC della macchina, e quando un cliente contesta un risultato bisogna andarlo a cercare cartella per cartella.
Le tarature scadono senza che nessuno lo veda
Comparatori, celle di carico, bilance: ognuno ha la sua scadenza, segnata in un file a parte. Se una prova viene fatta con uno strumento fuori taratura, lo si scopre alla verifica ispettiva, quando i certificati sono già usciti.
Il numero del certificato si assegna a mano
Numerazione progressiva, revisioni, certificati annullati e riemessi: tutto tenuto da una persona con un registro. Un buco nella sequenza o due certificati con lo stesso numero diventano una non conformità.
I clienti chiamano per avere una copia
L’impresa ha perso il PDF, il direttore dei lavori vuole sapere se le prove del getto di martedì sono pronte. La segreteria passa la mattina al telefono a cercare e reinviare documenti che il laboratorio ha già emesso.
Cosa costruiamo per un laboratorio
Si parte da un pezzo solo, di solito accettazione e certificati. Fra parentesi la pagina che lo spiega per intero.
- Accettazione dei campioni con codice univoco ed etichetta stampata al banco, e lettura automatica dei verbali di prelievo in PDF o in foto, da controllare prima di registrarli (automazione dei processi aziendali).
- Acquisizione dei risultati direttamente dai file degli strumenti, con il dato grezzo conservato accanto al valore riportato sul certificato (integrazione dei sistemi aziendali).
- Scadenziario delle tarature legato agli strumenti, che blocca l’assegnazione di una prova a uno strumento scaduto, e registro delle non conformità con le azioni correttive (gestione qualità e non conformità).
- Emissione dei certificati con numerazione gestita dal sistema, firma digitale e storico delle revisioni.
- Area riservata dove imprese e direttori dei lavori trovano lo stato delle prove e scaricano i certificati senza telefonare (portale B2B per i clienti).
- App per i tecnici che fanno prove e prelievi in sito, con foto, posizione e firma del direttore dei lavori raccolte sul posto (app per tecnici).
Progetti che toccano gli stessi nodi
Norme che il software deve rispettare
Per un laboratorio accreditato il riferimento è la UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2018. Due punti toccano direttamente il software: le registrazioni tecniche devono permettere di risalire a chi ha fatto la prova, quando e con quale strumento, e ogni modifica a un dato deve lasciare traccia del valore precedente; il sistema informatico va validato prima dell’uso e protetto da accessi e modifiche non autorizzate. In pratica significa utenti nominativi, nessun campo sovrascritto senza storico, e un registro di chi ha cambiato cosa.
I laboratori che provano materiali da costruzione o fanno indagini su edifici esistenti lavorano anche sotto l’articolo 59 del DPR 380/2001. L’autorizzazione la rilascia il Ministero, tramite il Servizio Tecnico Centrale del Consiglio superiore dei lavori pubblici: per le prove sui materiali i criteri sono quelli della Circolare 7617/STC del 08/09/2010, per le prove sulle costruzioni esistenti quelli della Circolare 633/STC del 03/12/2019. Sono i certificati che il direttore dei lavori e il collaudatore chiedono per i controlli di accettazione. Il modello del certificato, i dati obbligatori e la conservazione dei documenti li fissano queste regole: il software li riproduce come sono, senza inventarsi un formato suo.
Prima di scrivere il codice ci facciamo dare dal responsabile qualità le procedure e i moduli che usate oggi, e li usiamo come specifica. Le scelte che servono alla verifica ispettiva si decidono lì, non dopo.
Domande frequenti
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